Secondo gli archeologi, l'isola di Taiwan era abitata già 30.000 anni fa: le sue popolazioni più antiche appartenevano al ceppo austronesiano. Nel XVII secolo, a questa etnia si aggiunsero immigrati cinesi han.
A causa della sua posizione strategica, Taiwan fu visitata fin da tempi remoti da pirati e mercanti cinesi, per i quali costituiva un ideale punto di appoggio commerciale e logistico.
Alla metà del Seicento, Taiwan fu colonizzata dagli olandesi e, per un breve periodo, anche dagli spagnoli; qualche decennio dopo, i cinesi scacciarono gli europei acquisendo il controllo del territorio e stabilendovi presidi militari.
Tuttavia, per gli abitanti della Cina continentale l'isola restò per secoli una terra sconosciuta e avvolta nel mito; la stessa dinastia regnante, per lungo tempo, non la degnò di alcuna considerazione, ritenendola un posto selvaggio al di fuori della civiltà.

Nel 1895, a conclusione della prima guerra sino-giapponese, l'isola fu ceduta al Giappone con il trattato di Shimonoseki. La dominazione nipponica favorì lo sviluppo economico dell'isola e la creazione di molte infrastrutture.
Dopo il secondo conflitto mondiale, in seguito alla sconfitta del Giappone, Taiwan tornò ai cinesi e fu gestita dal Kuomintang con un regime autoritario. Quando nel 1949 i comunisti di Mao Zedong presero il controllo della Cina, il governo del Kuomintang si rifugiò a Taiwan, stabilendo a Taipei la sua capitale.
Dagli anni Settanta, anche a causa dell'influenza statunitense, l'isola si è evoluta in senso democratico, cercando di emanciparsi il più possibile dalla Cina continentale.
Oggi, Taiwan è una democrazia di fatto, con una propria costituzione, una propria moneta e una propria identità culturale. Il governo cinese la considera una provincia separatista ed esercita pressioni per una riunificazione, che però non è benvista dalla maggior parte dei taiwanesi.
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Carta geografica antica dell\'Asia 1788
Riproduzione a colori di un'antica carta geografica dell'Asia da un origina...